Metodo magnetoscopico (MT)
Come si fa un controllo magnetoscopico
Le strumentazioni per il controllo non distruttivo con metodo magnetoscopico
Impianto a bancale fisso – General Industry – Accreditato ACCREDIA 17025 in accordo alla specifica UNI EN ISO 9934-1
Generatore portatile carrellato – General Industry
Nel caso di componenti aventi dimensioni troppo elevate per il bancale fisso, o nel caso in cui sia necessario disporre di un sistema che generi elevati valori di corrente e campo magnetico presso cliente, TEC Eurolab dispone di un generatore carrellato, che può essere utilizzato sia mediante puntali, sia mediante avvolgimenti in bobina. Tutte le tecniche possono essere abbinate, in funzione del tipo di componente oggetto di ispezione, a controlli con particelle magnetiche colorate o fluorescenti.
Elettromagneti portatili – General Industry
Specifici per il controllo di giunzioni saldate o di specifiche aree di componenti di grandi dimensioni o geometrie complesse, il controllo con elettromagnete portatile consente il soddisfacimento dei requisiti della UNI EN ISO 9934-1 sia in sede sia presso il cliente, e può essere abbinato a particelle magnetiche fluorescenti (nel caso di componenti lavorati) o particelle magnetiche colorate (nel caso di componenti grezzi).
In cosa consiste il metodo magnetoscopico (MT)?
Il controllo con particelle magnetiche (identificato dall’acronimo MT o MPI) ha la funzione di individuare discontinuità superficiali e sub-superficiali in componenti ferromagnetici.
Il principio di funzionamento del metodo si basa sull’applicazione di un campo magnetico al campione (o di una corrente a sua volta generante un campo indotto). Le linee di campo, normalmente giacenti all’interno del campione, in prossimità di discontinuità aperte in superficie o appena al di sotto di esso, fuoriescono dal campione, polarizzando le pareti del difetto.
L’applicazione di particelle magnetiche (colorate o fluorescenti in funzione dell’applicazione) determina una localizzazione delle stesse in prossimità della polarizzazione, consentendo l’individuazione della discontinuità da parte dell’operatore.
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Quando e dove si applica il controllo con metodo magnetoscopico (MT)?
Il controllo con particelle magnetiche necessita di essere applicato su componenti ferromagnetici. Per questo motivo trova la sua applicazione principale in organi di trasmissione, alberi, ingranaggi e giunti saldati in acciai debolmente legati.
Il principio fisico del metodo, inoltre, favorisce l’individuazione di indicazioni lineari rispetto ad indicazioni non lineari, e per questo motivo viene applicato su componenti derivanti dal processo di stampaggio/fucinatura, su componenti lavorati meccanicamente o sui quali è stato eseguito un trattamento termico e su giunzioni saldate per la ricerca di discontinuità lineari.
Come per i liquidi penetranti, in funzione del tipo di componente e del suo stato superficiale esistono differenti tecniche applicabili. In particolare, è possibile eseguire:
- Controlli con particelle magnetiche a contrasto di colore, specifiche per componenti con elevata rugosità superficiale, componenti grezzi o semilavorati o giunti saldati in cantiere
- Controlli con particelle magnetiche fluorescenti, specifiche per componenti lavorati di macchina o sottoposti a trattamento termico
L’applicazione di particelle fluorescenti in un ambiente oscurato consente nel caso di presenza dell’indicazione, un maggior contrasto rispetto al background, ed una conseguente migliore probabilità di individuazione della discontinuità stessa.
In funzione del tipo di processo svolto sul componente, la discontinuità individuata può anche essere molto piccola.