Passione per il proprio lavoro

 Perché  lavoriamo?
La risposta che viene automatica è: “per campare”, ma è una risposta riduttiva. E’ vero, lavoriamo per mangiare, per comprarci i vestiti, per pagare l’affitto di casa  o il mutuo, ma la sopravvivenza è solo una delle ragioni per cui facciamo tanta fatica.
 
In realtà, lavoriamo per soddisfare molti bisogni diversi, non solo materiali, ma anche psicologici ed emotivi, e più esigenze riusciamo a soddisfare con il nostro lavoro, più siamo motivati a svolgerlo con impegno.
 
La motivazione è strettamente legata alla passione.
 
Abbiamo passione per le cose che ci piacciono. Le altre le facciamo per necessità, per dovere o per abitudine ma certamente in esse non riusciamo, con continuità, ad esprimere il meglio di noi stessi. Se svolgiamo un lavoro che non ci piace, probabilmente riusciremo a cavarcela ugualmente, riusciremo a portare a casa uno stipendio guadagnato con onestà ma difficilmente potremo soddisfare bisogni immateriali quali la sicurezza, l’appartenenza, l’autostima, l’autorealizzazione e, quindi, stare bene con noi stessi e con gli altri.
 
Ogni tipo di lavoro può essere il più bello o più brutto del mondo, dipende sempre da come ci poniamo  e da che cosa ricerchiamo realisticamente in una professione.
 
Il tempo che dedichiamo all’attività lavorativa rappresenta una parte troppo grande della nostra vita per poterci permettere il lusso di fare qualcosa che non ci piace, in attesa perenne delle vacanze, del fine settimana o della fine della giornata.
 
Poiché ognuno di noi è motivato da fattori differenti, è importante non stancarsi mai di ricercare e di costruirsi l’attività lavorativa che nel complesso risulti più stimolante e ci consenta di esprimere al meglio le proprie potenzialità e i propri talenti.
 

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