Intervista a Stefano Petrò, Docente Politecnico di Milano

Stefano Petrò, Docente politecnico di Milano
Finalmente con la tomografia abbiamo la vera tecnologia che, senza la necessità di un controllo distruttivo, ci permette di vedere l’interno dei materiali. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che, per l’appunto, noi possiamo vedere come sta andando una cricca, un difetto, non in un singolo passaggio ma anche nella sua evoluzione. Perché se volessimo vederne l’evoluzione, dovremmo fare un primo provino, tagliarlo, farne un secondo, farlo evolvere un po’ di più, tagliarlo un terzo, e così via. Cosa che ovviamente è poco realistica, perché ogni cricca ha la sua evoluzione.
Mentre, invece, con la tomografia, grazie al fatto di poter sezionare virtualmente, questa volta, il pezzo ad ogni step della sua produzione, finalmente abbiamo una conoscenza completa, non soltanto dello stato attuale del prodotto, ma anche della sua evoluzioni.
Questi sono eventi sempre molto importanti, perché ci permettono di mettere a confronto persone da ambienti differenti. Abbiamo chi, come me, può venire dall’Università, quindi dalla Ricerca, chi è fornitore di tecnologie per la misura, chi invece viene dal mondo produttivo e, quindi, è un utilizzatore delle tecnologie di misura. Senza incontri di incontri di questo tipo, di tipo – tutto sommato – informale, non avremmo avere questo contatto che permette di mettere a confronto idee, senza la necessità di un qualche schermo legato a un contratto o qualcosa del genere. Almeno ci si parla un po’ faccia a faccia, senza grossi dubbi.
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