I controlli non distruttivi per l'automotive: le soluzioni TEC Eurolab e le novità 2021

11/02/2021

I controlli non distruttivi per l'automotive: le soluzioni TEC Eurolab.

 
Intervista a Stefano Benuzzi, Responsabile Ispezioni e Prove non distruttive di TEC Eurolab. 
 

Per il settore automotive, nell’ambito dei controlli non distruttivi, TEC Eurolab offre un approccio integrato utilizzando metodi standard e metodi avanzati. Può descriverci questo “modus operandi”?

 
Tra i vari settori dell’industria manifatturiera, l’automotive è stato uno di quelli in cui le innovazioni tecnologiche hanno cambiato nel corso degli anni le modalità di produzione e fabbricazione dei componenti. Allo stesso modo, il cambiamento delle tecnologie produttive ha reso necessaria una costante innovazione e rinnovamento delle metodologie di controllo. Nell’analisi di componenti di questo settore, TEC Eurolab offre una modalità di servizio di controlli non distruttivi che si avvale sia di metodologie innovative, sia di metodologie note e consolidate.
Quando un nuovo componente viene messo in produzione, TEC Eurolab provvede a scansionarlo mediante tomografia industriale computerizzata ottenendo informazioni complete sulla presenza di eventuali difetti interni; in seguito, una volta che il componente entra in produzione, le metodiche di controllo devono essere quanto più riproducibili su ampia scala e qui entrano in gioco i controlli non distruttivi consolidati, in grado di individuare eventuali difetti durante la fase produttiva a partire dai risultati ottenuti dai controlli sui prototipi. In aggiunta a quanto detto, il controllo tomografico, oltre ad una analisi difettologica, riveste un ruolo importante anche nell’analisi dimensionale, soprattutto in componenti con geometrie complesse, in cui i controlli con tecnologia tradizionale sono parzialmente applicabili.
 

Quali novità già in ottica 2021?

Il 2020, nonostante le complessità dovute alla situazione sanitaria, ha visto grandi innovazioni anche nella produzione dei componenti automotive in materiale composito. In particolare, l’applicazione della manifattura additiva ai materiali plastici caricati con fibre per aumentare le performance in vari ambiti. È necessario pertanto distinguere, in funzione del tipo di materiale composito di cui si parla, la migliore metodologia di ispezione.

A livello prototipale, il controllo CT, con la possibilità di fornire sia un output difettologico, sia dimensionale, trova una sua applicazione a prescindere dalla metodologia di fabbricazione impiegata. Rimanendo nell’ambito dei compisti classici (pre-impregnati, laminati e simili), in cui le tipiche discontinuità sono “planari”, il controllo che trova la maggior applicazione è quello ultrasonoro (UT), sia nelle sue applicazioni tradizionali, sia in quelle più avanzate (sistemi in immersione semi-automatici, con rappresentazione C-Scan delle discontinuità).

Parlando di compositi ottenuti per manifattura additiva, invece, cambia completamente il tipo di discontinuità “più probabile” e cambia pertanto anche la metodologia di controllo, che in questo caso si basa sull’impiego di controlli radiografici 2D, sia Film, sia Non Film.
Sigla.com - Internet Partner
Contattaci per saperne di più o richiedere la tua analisi tomografica clicca qui X