Controlli non distruttivi per il settore automotive

I controlli non distruttivi per l'automotive: le soluzioni TEC Eurolab.
Intervista a Stefano Benuzzi, Responsabile Ispezioni e Prove non distruttive di TEC Eurolab. 


Per il settore automotive, nell’ambito dei controlli non distruttivi, TEC Eurolab offre un approccio integrato utilizzando metodi standard e metodi avanzati. Può descriverci questo “modus operandi”?

Tra i vari settori dell’industria manifatturiera, l’automotive è stato uno di quelli in cui le innovazioni tecnologiche hanno cambiato nel corso degli anni le modalità di produzione e fabbricazione dei componenti. Allo stesso modo, il cambiamento delle tecnologie produttive ha reso necessaria una costante innovazione e rinnovamento delle metodologie di controllo. Nell’analisi di componenti di questo settore, TEC Eurolab offre una modalità di servizio di controlli non distruttivi che si avvale sia di metodologie innovative, sia di metodologie note e consolidate. Quando un nuovo componente viene messo in produzione, TEC Eurolab provvede a scansionarlo mediante tomografia industriale computerizzata ottenendo informazioni complete sulla presenza di eventuali difetti interni; in seguito, una volta che il componente entra in produzione, le metodiche di controllo devono essere quanto più riproducibili su ampia scala e qui entrano in gioco i controlli non distruttivi consolidati, in grado di individuare eventuali difetti durante la fase produttiva a partire dai risultati ottenuti dai controlli sui prototipi.
 

Nell’ambito dei compositi quali sono le soluzioni di testing non distruttivo che valuta maggiormente efficaci?

Un buon esempio di controllo superficiale è il controllo con liquidi penetranti o un semplice esame visivo, spesso in grado di rilevare eventuali problematiche in tempi rapidi con un ottimo margine di affidabilità. Per i controlli volumetrici, data la modalità di fabbricazione e le tipologie di discontinuità più probabili, il controllo ad ultrasuoni è il controllo più affidabile, in grado di rilevare indicazioni riconducibili a delaminazioni, vuoti e / o mancanze di resina di incollaggio.
 

Quali novità già in ottica 2019?

Per il controllo di materiali compositi, stiamo puntando su una caratterizzazione prototipale mediante CT scan seguita da controlli di produzione ad ultrasuoni. In relazione a quest’ultima, trovano particolare applicazione controlli UT con tecnologia in immersione e a colonna d’acqua, con possibilità di registrazione della scansione con modalità C-Scan. Particolare interesse è rivolto inoltre alla valutazione di sistemi di termografia semi automatizzata, in grado di sostituire controlli più classici come i liquidi penetranti nella ricerca di difetti superficiali e sub superficiali.



 
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