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Determinazione della contaminazione
Il controllo delle contaminazioni è indispensabile per preservare l’integrità di tutti i componenti del sistema: senza questo controllo il sistema difficilmente raggiungerà gli attesi limiti di vita di servizio poiché i contaminanti influenzano l’integrità di un sistema sbilanciando le tolleranze tra le diverse componenti. Infatti bisogna guardare ad un fluido contaminato come ad un "fluido abrasivo" in grado di causare diversi inconvenienti anche in relazione alle dimensioni delle particelle contaminanti.
In linea generale la maggior parte del contaminante (70-80%) è costituito da particelle fini aventi dimensioni nell'ordine dei 5 - 15 µm. L'azione di tali particelle sui componenti del circuito può causare aumento delle tolleranze, aumento dei drenaggi, caduta del rendimento volumetrico, aumento della temperatura, diminuzione della viscosità. Tali effetti possono generarsi in un intervallo di tempo molto variabile, da poche ore a qualche centinaio di ore.
Se le particelle inquinanti sono grossolane, dimensioni maggiori di 15 µm, gli effetti possono essere più drastici portando ad un fenomeno istantaneo di grippaggio e quindi arresto impianto. La contaminazione da parte di particelle ultra-fini (inquinamento micronico) produce effetti dannosi nei punti più delicati delle valvole con otturazione di piccoli fori calibrati, usure precoci, ecc.
Le contaminazioni possono generare: sporcizie, sedimentazioni, ossidazioni, degradi, deformazioni, attacchi chimici, corrosioni, inceppature, rotture, abrasioni, etc. 1) DETERMINAZIONE DELLE DIMENSIONI E DEL NUMERO DI PARTICELLE (classificare secondo le norme ISO 4406 e NAS 1638); 2) DETERMINAZIONE GRAVIMETRICA DEL PESO SECCO DEL CONTAMINANTE (per unità di flusso o di superficie lavata); 3) ANALISI CHIMICA E MICROSCOPICA (mediante microscopia a scansione elettronica con sonda a dispersione di energia, per determinare COMPOSIZIONE, MORFOLOGIA E PROVENIENZA DEL CONTAMINANTE).
Determinazione e classificazione della contaminazione Vengono determinate le dimensioni ed il numero delle particelle. In base a questi dati la contaminazione del campione viene classificata secondo le normative: ISO 4406 e NAS 1638.
Determinazione gravimetrica Viene misurato il peso secco di contaminante per unità di peso di fluido o per unità di superficie lavata. Il grado di contaminazione viene riportato in termini di milligrammi di contaminante per litro di fluido.
Caratterizzazione del contaminante Il contaminante può essere sottoposto ad analisi chimica e microscopica, se necessario ricorrendo anche alla tecnica della microscopia a scansione elettronica ed analisi con sonda a dispersione d'energia, allo scopo di individuare composizione, morfologia e possibile provenienza del contaminante.
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